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My Saltine

A series of random thoughts about life, friendship, fear and commitment.

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Pubblicato il 26 Aprile 201917 Aprile 2020 di MySaltine

Steve House – in memoria di Hansjoerg, David, Jess – 20/04/2019

Questa montagna, l’Howse Peak, è tra le cime più possenti che abbia mai conosciuto. Ha stravolto molte vite questa settimana e in modo tragico.

Ho perso tre amici, tre fratelli.  E questa è la conseguenza meno importante di quanto è successo. Conoscevo tutti e tre, ma conoscevo meglio di tutti Hansjoerg Auer. Era un amico e un Dio per me. Personalmente, in questo momento, sono in particolar modo sconvolto dal ruolo svolto in questa vicenda dalla via M16, che io stesso ho aperto.

Una scalata che mi ha impegnato per più di cinque giorni, più di venti anni fa e il cui ricordo è ancora vivido. Quella salita ha portato Scott Backes, Barry Blanchard e me ai limiti delle nostre possibilità, delle nostre forze, delle nostre capacità di giudizio e della nostra buona sorte. Ha messo a dura prova la nostra stessa forza vitale e abbiamo quasi perso la battaglia. Ho scalato uno dei tiri più difficili e pericolosi della mia vita. Barry è stato quasi ucciso da una slavina. Scott ci ha tenuti insieme come una squadra, perché il gruppo è più forte delle sue parti, in quell’occasione e in tutte le altre. E ora quella forza che abbiamo a quel tempo conosciuto ha ucciso.

Vorrei avere parole per aiutare coloro che sono in lutto a capire cos’è questa montagna. Ciò che significa salire sulla ripida parete est del Howse Peak. È semplicemente questo: il luogo dove vengono realmente messi alla prova gli uomini più forti nei loro giorni migliori. Un’arena per quegli uomini rari e fortissimi, precisi, di grande esperienza che non si sentono sfidati da niente di meno che non sia la lotta fino alla morte con una delle più poderose forze della terra. Questi uomini erano guerrieri, cavalieri, uccisori di draghi che cercavano una fugace e immacolata perfezione attraverso il pericoloso sentiero dell’alpinismo, l’espressione fisica creativa della forza che si mette alla prova sul terreno più elevato, più inospitale e più disumano della terra.

Ad essere onesti ho un po’ paura ad esprimermi così in questo momento, nel 2019. Sembra un po’ fuori luogo rispetto a quello che è la nostra società oggi. Ma dannazione, questa è la verità. Erano grandi uomini.  Il vero 0,1% del meglio. Questo è qualcosa che ognuno di loro ha dimostrato con le proprie azioni più e più volte. Questi uomini erano immensi. Non erano uomini, ma divinità che vivevano in mezzo a noi. E ora sono tornati con il loro Dio. E noi valiamo meno senza di loro. La perdita è incommensurabile.

È con il più profondo rispetto, con il più grande amore e con le lacrime che scorrono che io, che noi, cerchiamo di riadattarci alla vita tra i comuni mortali, una vita ora più povera, e iniziamo a dire loro addio.

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